Analisi posturale a cosa serve e perché è utile effettuarla?10 min di lettura

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    L’analisi posturale consiste in un esame, non invasivo né doloroso, che consente di rendersi conto di eventuali difetti della posizione del corpo nello spazio, a scopo sia curativo che preventivo.

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    Importanza della conoscenza del proprio corpo

    Fin dall’antichità, è stato evidente che la posizione assunta dalle varie parti del corpo può svolgere un ruolo di estrema rilevanza per il benessere e la salute dell’organismo.

    Si parla di postura corporea quando ci si riferisce appunto alla posizione che la corporatura ha nello spazio, non soltanto in movimento, ma anche da fermi, dato che l’equilibrio si riflette su entrambe le condizioni.

    Di solito non si presta troppa attenzione alle varie parti anatomiche del corpo, che vengono considerate soltanto nel momento in cui si manifestano disturbi di varia natura, spesso collegati a una sintomatologia dolorosa.

    Si tratta, nella maggioranza dei casi, di conseguenze di un’errata postura, poiché quando l’apparato osteo-articolare non è mantenuto in asse rispetto alla colonna vertebrale, l’intero corpo ne risente sia a livello scheletrico sia a livello degli apparati in esso contenuti.

     

    La gabbia toracica, costituita dalle costole collegate posteriormente al rachide e anteriormente allo sterno, contiene cuore, polmoni e la porzione superiore dell’apparato digerente (esofago e parte gastrica apicale).

    Quando si verifica un’errata postura della colonna vertebrale toracica, anche gli organi che si trovano all’interno della gabbia toracica possono subire tensioni e compressioni, responsabili dell’insorgenza di dolori.

     

    La stessa situazione può verificarsi a livello del bacino, dove la porzione lombare della colonna, collegata alle anche, svolge il ruolo di proteggere i visceri (intestino e organi genitali).

    La scatola cranica, infine, dentro la quale si trova il cervello, può assumere una postura sbagliata a causa del collo, non sempre in asse col rachide sottostante.

     

    In tutti questi casi è molto probabile che una postura scorretta si rifletta sulle ossa, sui muscoli e sui vari organi molli, innescando reazioni dolorifiche piuttosto intense e tendenti a cronicizzarsi.

    La conoscenza del proprio corpo rappresenta senza dubbio un valido aiuto per rendersi conto quale possa essere la causa dei disturbi e per correre ai ripari, ancora prima di consultare il medico.

    Nella maggior parte dei casi, infatti, la tempestività nell’affrontare situazioni patologiche, può essere risolutiva soprattutto per evitare di assumere farmaci, spesso accompagnati da sgraditi effetti collaterali.

     

    È noto che una postura corretta, sia in posizione ortostatica (in piedi) che clinostatica (sdraiati), previene la maggior parte dei disturbi scheletrici e muscolari, dato che è proprio la tensione dei muscoli a causare l’insorgenza di dolore.

    Ruolo della prevenzione

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    Mai come nel settore dei disturbi posturali, la prevenzione si rivela fondamentale per evitare il deterioramento di condizioni organiche spesso risolvibili anche senza l’intervento del medico.

    Nessuno conosce il proprio corpo come l’individuo stesso che, se abituato a valutare con attenzione anche i minimi segnali, può superare numerose condizioni patologiche.

    Non bisogna dimenticare che le azioni riflesse derivanti dall’attività dei muscoli scheletrici, sono mantenute da determinate attitudini posturali condizionate dalla direzione dello sguardo.

     

    La postura è influenzata da numerosi fattori esterni percepiti del nostro organismo e poi trasmessi al sistema nervoso centrale, che a sua volta elabora le risposte più giuste.

    Il sistema posturale è un insieme di complesse relazioni reciproche tra varie componenti, che sono:
    • occhi;
    • orecchio interno;
    • sistema cutaneo;
    • sistema muscolare;
    • sistema stomato-gnatico (bocca e denti);
    • articolazioni;
    • muscoli.

     

    Un dolore corporeo è spesso indice di un difetto posturale, in quanto la posizione del corpo condiziona in maniera evidente la funzionalità delle varie parti dell’organismo.

    Pertanto, nel momento in cui un individuo avverte un’anomalia funzionale che gli causa sofferenza, deve immediatamente cercare di localizzare la zona di provenienza, senza aspettare che il male si intensifichi.

     

    Un piccolo problema trascurato, quasi sempre evolve in un un dolore cronico che, per essere risolto, può richiedere l’impiego di farmaci antinfiammatori e anche di terapie cliniche di vario genere (ovviamente solo dopo aver contattato il vostro medico di fiducia).

    Ecco perché la prevenzione si conferma l’arma vincente per evitare di soffrire inutilmente.

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    In che cosa consiste l’analisi posturale

    L’analisi posturale comprende un insieme di prove, test scientifici ed esami, tutti non invasivi e facilmente effettuabili, che non comportano dolore e neppure rischi.

    Si tratta di una procedura, che viene eseguita da un professionista qualificato, che può essere un medico fisiatra oppure un tecnico ortopedico.

    Dapprima il paziente deve riferire:

    • quali siano i suoi problemi,
    • da quanto tempo siano presenti,
    • con quale intensità
    • se le loro manifestazioni siano continue oppure intermittenti.

    In questa anamnesi preventiva, il soggetto ha la possibilità di stabilire un rapporto interpersonale con chi effettuerà l’indagine, affidandosi con fiducia alla sua esperienza.

     

    analisi posturale computerizzataIn un secondo tempo il paziente si mette in piedi con la schiena aderente a una parete, per consentire al tecnico di osservare le curvature della colonna vertebrale.

    Anatomicamente il rachide non è rettilineo, ma presenta un’alternanza di concavità e convessità (cifosi e lordosi) che comunque non devono essere troppo marcate.

    Da questa analisi preventiva è possibile vedere se l’individuo è affetto da scoliosi, da inclinazione anteriore del collo oppure da un’errata inserzione dei femori nel bacino, oppure altre possibili problematiche.

     

    Il test prevede anche il coinvolgimento degli arti superiori e inferiori, dato che le braccia devono essere alzate, aperte e poi abbassate e le gambe devono venire affiancate e poi divaricate.

    Si tratta di operazioni indispensabili per controllare il rapporto articolare di queste porzioni anatomiche con la colonna vertebrale.

     

    In una fase successiva, il paziente viene posizionato orizzontalmente, facendolo sdraiare su un lettino a gambe estese e braccia aderenti al corpo, per valutare l’eventuale presenza di aree vuote.

    Qualora venissero evidenziate anomalie morfologiche dello scheletro, il fisiatra di solito approfondisce questo esame, utilizzando pesi, sbarre e manubri, tutti attrezzi che servono per saggiare la motilità muscolare.

    È molto importante che il professionista escluda difetti anatomici, che richiederebbero un differente protocollo gestionale.

     

    L’ultima prova è quella che vede il paziente dapprima inginocchiato e poi appoggiato sui talloni: si tratta di due test importantissimi per comprendere la potenza muscolare delle gambe e la loro sincronia con la componente ossea.

    Come completamento di questo esame obiettivo, è previsto anche l’impiego di apparecchiature computerizzate di alto livello, che, attraverso l’elaborazione di immagini digitali, sono in grado di formulare una precisa diagnosi.

     

    Tutti i dati ottenuti da queste prove fisiche vengono poi elaborate al computer mediante uno specifico programma, attraverso cui è possibile ottenere dei grafici di funzionalità posturale che consentono di visualizzare immagini estremamente intuitive.

     

    A questo punto l’esame può considerarsi completato e il tecnico è in grado di emettere una diagnosi, impostando eventualmente un programma terapeutico oppure preventivo, come ad esempio degli esercizi di ginnastica posturale, mirati alle singole esigenze, che non prevedono interventi invasivi di nessun tipo.

    Al contrario se lo specialista ritiene che ci siano delle problematiche più serie si intraprenderà un percorso più impegnativo per cercare una cura adatta per la guarigione.

    Mediante test del genere si ottiene un valido supporto per evitare di assumere posizioni scorrette e quindi per eliminare il rischio dell’insorgenza di qualche disturbo.

    Quando è opportuno effettuare l’analisi posturale

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    Di solito, chi si reca a fare un’analisi posturale, è affetto da qualche disturbo di natura articolare oppure muscolare che gli provoca disagio e spesso dolore.

    Le situazioni più comuni sono le seguenti:

    • torcicollo
      quando si verifica un’anomala postura della parte alta della colonna vertebrale (sezione cervicale), di solito il cranio viene portato in avanti con un’angolazione di 45 gradi e posteriormente si crea una gibbosità.
      In simili situazioni le vertebre possono comprimere il midollo spinale, innescando fenomeni di sbandamento, capogiri e vertigini;
    • dolore toracico
      in questo caso è la zona toracica del rachide a subire una deviazione, che può essere laterale oppure dorsale; di norma il dolore si irradia alle braccia che possono manifestare anche episodi di parestesia (formicolio diffuso), derivanti dalla compressione delle rispettive radici nervose;
    • lombo-sciatalgia
      la sofferenza è localizzata nella parte bassa della schiena. a livello delle vertebre lombari e del bacino, dove è possibile un coinvolgimento nervoso del midollo spinale, con ripercussioni sulle gambe.
      Un tipico esempio di tale patologia è rappresentato dalla sciatica, un disturbo particolarmente doloroso che interessa il nervo sciatico, con propagazione alla gamba fino a caviglia e piede;
    • dolore agli arti
      sia braccia che gambe possono essere affette da sintomatologia dolorosa derivante da un interessamento neuro-muscolare. A seconda della porzione di colonna vertebrale coinvolta, la sofferenza può mostrarsi intermittente oppure continuativa, di tipo bruciante oppure sorda.Spesso il dolore è associato al formicolio, che interessa i piedi o le mani, propagandosi fino alle dita che diventano immobili, fredde e rigide.

     

    I tutte queste situazioni, il paziente si reca dal medico che, dopo aver analizzato i sintomi, lo indirizza verso uno specialista per effettuare l’analisi posturale.

    Come accennato, sarebbe buona norma fare l’analisi anche in condizione di benessere, senza aspettare di ammalarsi, per avere l’opportunità di acquisire le migliori informazioni preventive.

    A quale età effettuare l’analisi posturale?

    In linea generale è consigliabile effettuare un’analisi posturale nel periodo dell’adolescenza, quando il corpo si sta sviluppando e il suo accrescimento può comportare delle disarmonie morfologiche.

    Per le ragazze sarebbe opportuno fare il test almeno un anno dopo la prima mestruazione, per consentire una certa stabilizzazione della produzione ormonale e per i ragazzi l’età giusta è intorno ai 16-17 anni.

     

    Per tenere sotto controllo lo sviluppo posturale del bambino si possono effettuare delle analisi posturali di controllo visto che il corpo è in costante sviluppo e quindi l’assetto anatomico è in continua evoluzione.

     

    Negli adulti è preferibile sottoporsi all’indagine anticipando il climaterio (menopausa per la donna e andropausa per l’uomo), in quanto in tale fase è presente una notevole tempesta ormonale, responsabile anche di disturbi osteo-articolari.

    Queste età sono indicative per individui sani e quindi non affetti da sintomi conclamati, riferibili a patologie di natura posturale, poiché in situazioni del genere è chiaro che qualsiasi età è indicata per approfondire i fattori eziologici che stanno alla base del dolore.

     

    Gli anziani in molti casi non sono incentivati ad eseguire le prove posturali in quanto il loro scheletro ha ormai assunto posizioni difficilmente correggibili, anche a causa dell’osteoporosi che solitamente li affligge.

    Ma una visita è sempre consigliata perché cercare di migliorare il proprio benessere non è mai troppo tardi.

    Anche se non viene considerato un esame di screening, l’analisi posturale dovrebbe essere fatta almeno una volta nella vita e indipendentemente dalla presenza di disturbi muscolo-scheletrici.

    Analisi posturale per gli sportivi

    Chi pratica attività sportive, soprattutto a livello agonistico, dovrebbe sottoporsi all’analisi posturale, per evidenziare atteggiamenti scorretti del corpo che potrebbero incidere negativamente sulla sua resa atletica.

    A seconda dei vari tipi di sport, è necessario programmare un’indagine del genere già a partire dall’età dello sviluppo, avendo cura di ripeterla periodicamente qualora venissero evidenziati difetti morfologici o funzionali.


    Sport asimmetrici, come il tennis, possono frequentemente provocare disturbi posturali, derivanti dal fatto che una parte del corpo (solitamente la destra) viene stimolata maggiormente rispetto all’altra.

    Sport di scatto, come la corsa, possono squilibrare la componente muscolare, che risulta ipertrofica soltanto in alcuni distretti anatomici.

    Sport di resistenza, come il body-building, provocano un eccessivo aumento di volume della massa muscolare, con modificazione dell’assetto osteo-articolare.

    Si tratta soltanto di alcuni esempi, che confermano comunque l’importanza dell’analisi posturale in ambito sportivo e agonistico.

    A chi rivolgersi per l’analisi posturale

    Per avere la certezza di effettuare un’analisi posturale affidabile e sicura è indispensabile rivolgersi a centri specializzati in questo settore, chiedendo un parere al proprio medico di famiglia.

    Attualmente la fisiatria è un settore particolarmente incisivo in ambito benessere e salute, che presuppone competenze altamente qualificate e un’esperienza pluriennale ad esempio come specializzazioni in medicina fisica e riabilitativa, oltre che la disponibilità di apparecchiature di ultima generazione.

    Mai come in questo campo bisogna evitare i metodi “fai da te”, che potrebbero provocare conseguenze dannosissime.

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